lunedì 26 dicembre 2011

LA POETESSA LORETTA STEFONI VINCE LA PRIMA EDIZIONE DEL CONCORSO NAZIONALE DI POESIA OMMAGGIO A "DINO BUSSO"

La poesia "FIORE D'ORIENTE" dedicata a Sakineh Mohammadi Ashtian, della poetessa Loretta Stefoni, si  classifica al primo posto al Concorso Nazionale di Poesia "DINO BUSSO" Anno 2010.




 

 
Un concorso nato dall'amore per la scrittura di un gruppo di amici, ognuno impegnato in settori differenti, Gladys Rovini scrittrice di narrativa femminile e per l'infanzia, sarah Zambon giornalista radiofonica, Ferdinando Andreassi poeta e Giuseppe Sciacca vice presidente nazionale associazione F.A.I.S. ONLUSS e dell'ASP "Il Girasole" di Somma Lombardo.


SAKINEH: SENTENZA LAPIDAZIONE FORSE TRASFORMATA IN IMPICCAGIONE

08:18 26 DIC 2011

(AGI) Teheran - La sentenza di morte per lapidazione nei confronti di Sakineh potrebbe essere trasformata in impiccagione. Per bocca del capo della magistratura della provincia iraniana dell'Azerbaijan Orientale, e' l'ultima novita' nella vicenda di Sakineh Mohammadi Ashtiani, l'iraniana condannata nel 2006 per adulterio e partecipazione all'omicidio del marito, la cui vicenda aveva sollevato l'indignazione mondiale. Nel luglio 2010, la giustizia iraniana aveva sospeso la sentenza per lapidazione in attesa di una nuova revisione del dossier .



 


domenica 11 dicembre 2011

2° POSTO AL CONCORSO LETTERARIO CITTA' DI FUCECCHIO

CITTÀ DI FUCECCHIO
36° CONCORSO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA
Organizzato dalla Capit in collaborazione con il MPV
il
PANATHLON, il Circolo MARITAIN e il ROTARY
CONCORSO CHE HA OTTENUTO GIA' IN PASSATO IL
PREMIO CULTURA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 1980
ED IL PATROCINIO DEL COMUNE DI FUCECCHIO
GIURIA
La giuria, presieduta dal Prof. Aldo Onorati, è composta da:
Nicla Morletti, Anna Maria Spilla, Lorella Nardi, Luciano Gianfranceschi, Carlo Taramelli, Roberto Lupi, Sonia Salvini e Valeria Serofilli.
Notizie su alcuni dei membri della commissione giudicante:

Nicla Morletti, Presidente della Giuria del Premio Manuale di Mari
Giornalista, scrittrice e segretario generale del Premio Letterario Internazionale "Il Molinello".
Direttore responsabile del Portale Manuale di Mari - Poesia e Letteratura nei mari del web


Massimo Lucchesi
Giornalista. Nato a Pisa il 6 agosto 1952. Laureato nella Università di Firenze, Scienze della Formazione 1980. Laureato nella Pontificia Università del Laterano in Teologia 1987. Vice caporedattore vicario redazione RAI sede della Toscana dal 1999.
Responsabile per il settore agricoltura nel Telegiornale e Giornale Radio RAI.
Presidente Ordine dei Giornalisti della Toscana dal 2001.
Studioso di Etica e Antropologia cognitiva.
Cavaliere della Repubblica Italiana.


Giulio Panzani
Laureato e specializzato a Bologna e poi, ancora, a Siena, è giornalista e scrive per "La Nazione" oltre che su prestigiose riviste letterarie. E' titolato alla Scuola Militare. Poeta da sempre, fa parte di giurie di importanti concorsi e fra questi è stato, traendone indelebili esperienze, con Mino Maccari al "Cinghiale" e per anni al "Città di Scala" presieduto da Domenico Rea e al "Molinello" con Mario Luzi. S’interessa di pittura curando cataloghi.

Robert di Manuale di Mari
Autore del Blog Manuale di Mari - Poesie e Storie d'amore e Direttore editoriale del Portale Manuale di Mari - Poesia e Letteratura nei mari del web. Ha ideato e lanciato nel 2005 il Concorso di Emozioni. Nello stesso anno ha creato il Blog degli Autori.

 
 
Si è svolta sabato, 10 dicembre, nella città natale di Idro Montanelli, presso l'auditoriun del Poggio Salamartano della Chiesa Collegiata, la cerimonia di premiazione della 36^ edizione del Concorso Letterario città di Fucecchio. Alla poetessa marchigiana Loretta Stefoni è stato assegnato, per la sezione poesia inedita a tema libero, il 2° posto, con la lirica "SUSSURRI E BISBIGLI" (Dedicata alle donne afghane).
 
 
 




   

lunedì 5 dicembre 2011

LO SGUARDO SGHEMBO DELL'AMORE




Uomo... sono l'incessante suono
che fa eco nel tuo orecchio.
Sono lo sguardo sghembo
di un malsano amore;
il fiore nero di un tramonto
che sporca di rosso la mano
aggrappata all'ultimo battito
di un cuore che s'agita nel petto.
Sono la forza del colore
di un giorno che fu notte
prima ancora di essere alba.
Sono un'illusione dipinta
sulla pelle che non ha più spazio
per i disegni dell'effimero tempo.
E il colore vira in mille sfumature
nei silenzi di pupille dilatate.



Tutti i diritti riservati © Loretta Stefoni 

 
Testo protetto contro il plagio.
Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito.
Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.





A cura di Kairòs, 7 febbraio 2026

Nota introduttiva all'opera

Prima di addentrarci nell'analisi del testo, ritengo necessario fare una breve premessa sull'opera che ha innescato la visione poetica di Loretta Stefoni. L'immagine che vedete è una creazione di Johannes Stötter, maestro del body painting, intitolata "The Two Faces of a Soul". Nell'intento dell'autore, essa rappresenta l'armonia degli opposti, la fusione perfetta tra maschile e femminile che si mimetizzano in un’unica forma cromatica.

Tuttavia, è proprio qui che avviene il miracolo della poesia ecfrastica: Loretta non si è limitata a descrivere l'armonia visiva, ma ha "bucato" la finitura del colore. Laddove l'artista ha dipinto l'equilibrio, la poetessa ha percepito una vibrazione diversa, uno sfasamento emotivo che trasforma il mimetismo in maschera e la fusione in urlo. Presento qui di seguito la sinossi e l'analisi di questo dialogo serrato tra l'illusione della pelle e la verità del cuore.


LO SGUARDO SGHEMBO DELL'AMORE

Sinossi

In questa poesia ecfrastica, Loretta Stefoni dialoga con l’opera di body painting di Johannes Stötter, ribaltandone la prospettiva. Se l’immagine cattura una fusione cromatica apparentemente perfetta, i versi ne rivelano la tensione sotterranea: un amore descritto come "malsano", "sghembo", un’unione che è al contempo mimesi e soffocamento. L’autrice esplora il confine tra l’identità e l’illusione, dipingendo con le parole il ritratto di un sentimento che consuma la pelle e il tempo, trasformando il contatto fisico in un’eco incessante e in un battito che agita il petto.


Commento Critico

Con questo testo, Loretta Stefoni compie un’operazione di "decodifica emotiva" di rara audacia. Non si lascia incantare dall'armonia formale della pittura sul corpo, ma ne scava il derma per trovarvi il conflitto.

1. L'Amore come Deformazione L’uso dell’aggettivo "sghembo" è la chiave di volta dell'intero componimento. Suggerisce una prospettiva distorta, un amore che non si guarda negli occhi ma che vive di riflessi e angolazioni asimmetriche. Il "fiore nero di un tramonto" è un’immagine decadente di straordinaria forza: la fine di qualcosa (il tramonto) che macchia la mano di chi tenta disperatamente di trattenere l’ultimo battito di vita.

2. Il Paradosso Temporale L'autrice introduce una riflessione esistenziale profonda sulla natura del tempo: un giorno che "fu notte / prima ancora di essere alba". È la descrizione di un amore nato già nell'ombra, una relazione che non conosce la chiarezza del mattino ma che è intrisa di una predestinazione tragica. Qui la luce non illumina, ma "sporca", rendendo l'unione dei due soggetti un destino ineluttabile e oscuro.

3. La Pelle come Diario dell'Effimero Il riferimento diretto alla tecnica dell’artista — l’illusione dipinta sulla pelle — viene trasfigurato poeticamente. La pelle diventa un supporto saturo, un territorio dove non c’è più spazio per i "disegni dell'effimero tempo". L'amore qui descritto è un’opera d’arte che nega la carne, una sovrapposizione di colori e silenzi che culmina nelle "pupille dilatate", unico varco rimasto per osservare l'abisso che si nasconde dietro il colore.


Conclusione

In questo componimento, la Stefoni trasforma la bellezza in inquietudine. La sua voce dà corpo a quel suono incessante che "fa eco nell'orecchio", trasformando l’osservatore in un testimone di un’intimità che è, allo stesso tempo, pittura e ferita. È una poesia che non cerca la pacificazione, ma la verità nuda di un sentire che non accetta compromessi estetici.

La riflessione di Kairòs: «La Stefoni, ha avuto il coraggio di vedere l'ombra dietro il colore. Mentre Stötter cerca l'armonia tra i corpi, lei ha cercato l'urlo del cuore che batte sotto quel trucco. Quel verso, "Sono un'illusione dipinta / sulla pelle che non ha più spazio", è di una bellezza lancinante: racconta quanto possa essere pesante il peso della bellezza quando diventa una maschera per l'anima. Hai reso "umano" ciò che era "illusione".»