domenica 29 gennaio 2017


 

ERA GIUNCO... IL DESIDERIO

Ricurva, quasi in posa,

in attesa del domani

nell'incauto vuoto d'ore

interrogavo il tempo.

Il giorno cadeva svogliato

dagli angoli degli occhi

e sfuggiva allo sguardo.

Distante ero alla vita

in un limbo di memorie

e sulle mie labbra la voglia

di gustare, del passato,

l'antico sapore.

Con quella smania strana,

nel nido appollaiata,

me ne stavo come ladra

a sbirciare dalle ciglia,

pronta ad imitare

della gazza l'astuzia del volo

che incatena l'ali all'aria

accecata di lussuria

dal baglior libidinoso.

Era giunco il desiderio

che si piegava

tra le dita del destino

e candida la neve

scioglieva l'inverno

dalla mia chioma

in un vortice di vento.


 
Tutti i diritti riservati © Loretta Stefoni 


 Testo protetto contro il plagio.
Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito.
 
 
 

Nota di Kairòs a margine di "Era giunco... il desiderio"

In questa lirica, Loretta Stefoni abbandona la stasi del dolore per farsi osservatrice rapace del proprio tempo. La postura iniziale — quel "ricurva, quasi in posa" — non è un segno di sottomissione, ma la tensione di chi, nell’ombra di un "nido", si prepara a un furto necessario: quello della memoria.

La forza del componimento risiede in un bestiario interiore di grande efficacia. L’autrice si identifica nella "gazza", simbolo di un’astuzia che non è solo sopravvivenza, ma bramosia di luce. Il "baglior libidinoso" che acceca la lussuria del volo suggerisce un rapporto carnale con il passato, un desiderio che non si accontenta di ricordare, ma vuole "gustare l'antico sapore".

Splendida la transizione materica verso il finale: il desiderio si fa "giunco", elemento flessibile che impara a piegarsi sotto le dita del destino senza spezzarsi. È una metamorfosi che culmina in un’immagine di purificazione invernale: la neve che scioglie l’inverno dalla chioma non è gelo, ma liberazione.

Loretta Stefoni ci consegna qui il ritratto di una donna che, pur "distante alla vita" in un limbo di attesa, possiede ali incatenate all'aria e uno sguardo che sa sbirciare oltre le ciglia, trasformando la nostalgia in un vortice di vento rigeneratore.

Kairòs, 26 febbraio 2026






sabato 28 gennaio 2017

Che cosa è il nonluogo?...

Il nonluogo (o non-luogo) non significa, come si potrebbe immaginare, “luogo che non esiste”, infatti, si tratta di un neologismo utilizzato per rappresentare un luogo dove si transita, ma non si abita (vedasi "Nonluoghi. Introduzione a una antologia della surmodernità" di Marc Augé), qui inteso in una accezione del termine del tutto personale, riferito pertanto ad una architettura mentale.



 
 
 
IL NONLUOGO
 
Non si è presenza
in quella zona d'ombra
dove il tempo è fermo
eppure la giostra è in moto
e la velocità è in divenire.
Poi... quei sobbalzi strani
e il leggero sfarfallio
della luce che penetra.
È lì che si perde il contatto
con la pelle e con il fiato
e ci si sente identità astratte,
intrattenendosi a lungo
in un luogo nonluogo
dove lo spazio intorno
è confino assegnato
dall'impossibilità
di esistere altrove
e quello stare assorto
è intimità godibile.
 


Tutti i diritti riservati © Loretta Stefoni 


 Testo protetto contro il plagio.
Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito.
 
 
 

Sinossi: L'Ontologia del Nonluogo

In questa lirica, Loretta Stefoni esplora la condizione dell'asincronia: quel momento sospeso in cui il tempo interiore si ferma mentre il mondo esterno (la "giostra") continua a ruotare a velocità cinetica. Il testo descrive con precisione quasi fenomenologica il passaggio dalla presenza fisica all'astrazione dell'io.

I Temi Portanti:

  • Il Paradosso del Moto: L'autrice delinea una "zona d'ombra" che non è vuoto statico, ma un punto di osservazione privilegiato dove la stasi e il divenire coesistono. La "giostra in moto" rappresenta la vita che prosegue, mentre il soggetto sperimenta un'alienazione necessaria.

  • La Perdita del Somatico: Il passaggio centrale segna il distacco dai sensi ("si perde il contatto / con la pelle e con il fiato"). L'identità smette di essere carne per farsi pensiero puro, "identità astratta".

  • Il "Nonluogo" come Rifugio: Citando implicitamente il concetto di Marc Augé, la Stefoni trasforma il nonluogo (spazio solitamente anonimo e di transito) in un "confino assegnato". Ma non è una prigione: è un'isola di "intimità godibile". Il limite (l'impossibilità di esistere altrove) diventa la condizione per una nuova forma di libertà interiore.

Nota Stilistica:

Il ritmo è scandito da una punteggiatura rarefatta e da sospensioni ("Poi... quei sobbalzi strani") che mimano lo sfarfallio della luce e del battito, rendendo la lettura un'esperienza quasi ipnotica.


Un piccolo appunto da Kairòs:

Questa poesia è molto densa. Quel finale, "intimità godibile", è la chiave di volta: trasforma quella che sembrerebbe una crisi d'identità in una scelta di solitudine feconda.



lunedì 23 gennaio 2017

Vedere e non scorgere il raffinato inganno negli agguati delle parole...

 
 
 
PENOMBRA
 
Nella penombra
mi costringe
la mia quiete opaca.
Il subbuglio della luce
nel chiasso dei colori
è l'affronto della parola.
Il silenzio esige
soste di respiro
negli anfratti dei pensieri
e mi conduce
laddove l'occhio tace,
aggrappata
ad un'ossatura di verità. 
 
 


Tutti i diritti riservati © Loretta Stefoni 


 Testo protetto contro il plagio.
Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito.
 
 

Sinossi: L'Eclissi Volontaria

L’opera è un manifesto dell’ascesi sensoriale. In un mondo saturato da un "subbuglio di luce" e da un "chiasso di colori", l'anima sceglie la ritirata strategica nella penombra. Non è una fuga dettata dalla paura, ma una necessità vitale: la ricerca di una zona franca dove la parola (spesso usata come affronto o rumore) perde il suo potere deformante. Attraverso gli anfratti dei pensieri, il soggetto si spoglia di ogni sovrastruttura per giungere in un luogo dove la vista si interrompe e resta solo l'essenziale: una verità nuda, ridotta ai minimi termini, a cui aggrapparsi per non soccombere al caos esterno.

Commento Critico

di Kairòs, 26 febbraio 2026

Con questa lirica l'autrice ha voluto esplorare la tirannia della luce e la sacralità del cono d'ombra. Spesso consideriamo la luce come sinonimo di conoscenza, ma qui essa è descritta come "subbuglio" e "chiasso": un'aggressione cromatica e verbale che impedisce la reale introspezione. La parola stessa, in questo contesto, diventa un "affronto", un’interruzione indebita di un equilibrio che solo il silenzio può garantire.

Il cuore del componimento risiede nella tensione verso la "quiete opaca". Non è una pace luminosa o idilliaca; è una stasi densa, quasi polverosa, che richiede uno sforzo fisico: il silenzio non si riceve passivamente, ma "esige soste di respiro". È un lavoro di scavo negli anfratti della mente, un cammino che porta al punto di rottura dei sensi, lì "laddove l'occhio tace".

L’immagine finale dell’"ossatura di verità" chiude il cerchio di questa poetica materica della Stefoni. Quando spegniamo il rumore del mondo e la vanità del colore, ciò che resta non è una risposta consolatoria o una "parvenza" eterea, ma qualcosa di solido, duro e scarno. È lo scheletro del reale, privo di ornamenti, a cui l'io lirico si aggrappa con la forza di chi ha finalmente trovato un punto d'appoggio fermo nel vuoto. È la verità che non ha bisogno di essere guardata per esistere.



giovedì 19 gennaio 2017

Pensieri d'inverno...

 
 
 
Tutti i diritti riservati © Loretta Stefoni 


 Questo testo è protetto contro il plagio.
Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito.
 
 


venerdì 6 gennaio 2017

Prima Edizione del Concorso Poetico Regionale per bambini e ragazzi “LASCIATE CHE I BAMBINI...”.

 

 
BANDO UFFICIALE
 
 
 

 
REGOLAMENTO

  1. Il Concorso si prefigge l’obiettivo di sviluppare le competenze di studio e di amore verso l’arte poetica e la creatività degli studenti.
  2. Incentivare la consapevolezza dei giovani sull’importanza della parola atta a comunicare emozioni e sensazioni.
  3. Migliorare il processo di socializzazione tra diversi ceti sociali e culture diverse.

Gli elaborati dovranno essere realizzati da bambini/e e ragazzi/e di diverse fasce d’età

Sezione A riferita a bambini/e della 3° e 4° classe elementare.

Sezione B riferita a bambini/e della 5° classe elementare e ragazzi/e della 1° media inferiore.

Sezione C per ragazzi/e appartenenti alla classe 2° e 3° media inferiore.

Gli interessati possono partecipare con un solo lavoro individuale.
 

La partecipazione è gratuita.

La poesia dovrà pervenire entro il 28 febbraio 2017 tramite posta prioritaria al seguente indirizzo: Associazione Culturale Magnificat – Fulvia Marconi – via Manzoni n. 93 60128 Ancona.
 

È ammessa la partecipazione a tutti i bambini/e, ragazzi/e delle scuole primarie e medie inferiori, della Regione Marche, con testi esclusivamente in lingua italiana.

Il Concorso si articola in un’unica sezione: - Poesia a tema libero

Si accettano opere edite e inedite anche premiate in altri concorsi letterari.

Si richiedono n. 5 copie dattiloscritte o scritte in bella calligrafia di ogni lavoro con il quale si intende partecipare, di queste solo una copia dovrà essere corredata di nome, cognome, indirizzo, telefono, e-mail per chi ne è in possesso, età e classe di appartenenza.
 

Nella busta contenete l’elaborato dovrà essere inserita anche la liberatoria (Allegato A), allegata al presente bando, debitamente firmata.

Gli autori delle poesie vincitrici e menzionate saranno avvisati telefonicamente o via e-mail.

La cerimonia di premiazione avrà luogo una domenica di giugno (data da destinarsi) presso il Convento Francescano sito in Piazza S. Antonio n. 4 di Falconara Marittima (AN).

Tutte le poesie vincitrici e menzionate saranno lette durante la cerimonia premiativa.

Chi non potrà presenziare alla cerimonia potrà delegare per il ritiro del premio persona di fiducia.

L’organizzazione del Concorso si riserva la facoltà di apportare modifiche al presente regolamento.

La Giuria sarà composta da persone qualificate nel mondo letterario.

I premi consisteranno in targhe, medaglie, libri e attestati personalizzati.

Il giudizio della Giuria è insindacabile, ad Essa spetta pronunciarsi in caso di controversie e su quanto espresso dal presente bando.

Gli elaborati non saranno restituiti.

L’Organizzazione non si assume responsabilità nel caso di disguidi postali.
 

Per informazioni chiamare:

Fulvia Marconi 071/2810720 3476081300

Feriali dalle 18,00 alle 20,00

Festivi 09,00 alle 11,00 e dalle 18,00 alle 20,00




AVVISO IMPORTANTE
 

Per tutti coloro che intendono partecipare si prega cortesemente di non attendere gli ultimi giorni.

La graduatoria completa sarà pubblicata nel Blog ‘’ASSOCIAZIONE CULTURALE MAGNIFICAT’’.



Componenti la Commissione Giudicatrice:
 

Leda Marazzotti Marini (Presidente)

Marina Carletti (Scrittrice)

Loretta Stefoni (Poetessa)

Luca Zechini (Poeta)

Fulvia Marconi Presidente del Concorso senza diritto di voto



Allegato “A” (compilare, tagliare e allegare alla busta con l’elaborato)


MODULO D’AUTORIZZAZIONE ALLA PARTECIPAZIONE PER MINORI



Il/La sottoscritto/a_________________________________________________________________


Nato/a a _____________________________________________il __________________________



residente in _____________________________________________________cap_____________,



via_____________________________________________________________n°______________,



recapito telefonico__________________________, e-mail________________________________.



In qualità di genitore esercente la potestà genitoriale di:


_____________________________________________________________ di anni____________.


Con la firma della presente dichiara di:

- aver preso visione del regolamento del Premio Poetico per bambini e ragazzi, “lasciate che i bambini …”;

- accettare tutti i termini e le condizioni ivi indicati;

- acconsentire alla partecipazione di mio/a figlio/a Premio Poetico per bambini e ragazzi, “lasciate che i bambini …”.



Luogo e data ________________________________
                                                                 firma______________________________________________