C’è un momento, nel cuore
di ogni rovina, in cui il silenzio smette di essere assenza e diventa
ascolto.
Ho guardato a lungo le ferite
dei tronchi dopo il passaggio del fuoco e della rabbia umana,
cercando non una consolazione, ma una verità che non avesse bisogno
di parole antiche per restare in piedi. Scrivere questa poesia è
stato come spiare il ritorno della linfa in un mondo che ha smesso di
guardare il cielo con attesa.
Spesso confondiamo la
fragilità con la debolezza. Eppure, nulla è più violento e
necessario di un germoglio che spacca la corteccia bruciata: esso non
cerca il consenso del sole, né interroga l’ombra che lo minaccia.
Semplicemente, accade.
In queste righe ho voluto
raccogliere quel che resta quando le grandi narrazioni sbiadiscono e
le certezze crollano sotto il peso di un tempo che non sa più farsi
rito. Resta la materia. Resta il graffio. Resta la dignità di una
radice che, pur sapendo di non ricevere risposta, non smette di
interrogare l’alto.
Vi invito a sostare tra queste
macerie, non per cercare ciò che è andato perduto, ma per sentire
il battito ostinato di ciò che, nonostante tutto, non ha ancora
finito di nascere.
Loretta Stefoni
IL GERMOGLIO
E' una Pasqua di nuvole
cadute in terra
a confondersi col
respiro
di un muro che a stento
si trattiene in piedi.
Tra
le pietre la marruca
si fa spazio, artiglia
un tronco
spaccato, arso
ma saldo nelle radici.
E lì, nel groviglio dei
nodi,
un getto verde si sporge
a cercare la luce.

Sinossi
Il componimento fotografa l'impatto drammatico della guerra in Ucraina nel cuore dell'Europa, filtrando l'orrore del conflitto attraverso elementi simbolici e materiali. L'apertura descrive una "Pasqua di nuvole cadute in terra", potente metafora visiva della polvere e dei fumi sollevati dai bombardamenti, che si mescolano al flebile "respiro" di un palazzo sventrato, un muro ferito che fatica a rimanere in piedi. In questo scenario di distruzione, la marruca si insinua tra le macerie e si avvinghia a un tronco d'ulivo — simbolo di pace e del corpo martoriato di una nazione — che è spaccato e arso dalle esplosioni, ma conserva intatta la forza delle sue radici e della sua identità. Proprio da quel groviglio di traumi e di nodi rinasce la resistenza: un nuovo germoglio verde si protende con ostinazione, rivendicando, di fronte alla morte, il diritto biologico e politico di cercare la luce del futuro e della libertà.
Commento Critico