sabato 27 dicembre 2025

Premio Speciale a Loretta Stefoni: il suo "Vento dell'ultimo autunno" entra nel Libro d'Oro della Poesia Italiana

La solidarietà incontra l’eccellenza lirica nella 28ª edizione del Premio Internazionale di Poesia “Trofeo Penna d’Autore”. Un’edizione che ha visto la partecipazione di 389 concorrenti, di cui ben 213 ha scelto di aderire al gruppo "Poeti e Scrittori Uniti in Beneficenza", raccogliendo una somma di oltre 2.065,00 euro devoluti ad associazioni di volontariato.

In questo scenario di impegno civile e letterario, la Giuria, presieduta da Nicola Maglione, ha assegnato il prestigioso PREMIO SPECIALE alla poetessa marchigiana Loretta Stefoni. La sua lirica, dal titolo «Il vento dell'ultimo autunno», è stata giudicata la migliore tra tutte quelle selezionate all'interno del gruppo solidale, confermando la Stefoni come una voce di spicco capace di unire sensibilità artistica e impegno sociale.




Un premio tra Arte e Pregio

Oltre al diploma personalizzato e al riconoscimento economico, il premio si distingue per l'altissimo valore culturale del volume assegnato all'autrice: il "Libro d’Oro della Poesia Italiana". Si tratta di un’opera d’arte editoriale di rara bellezza, elegantemente rilegata a mano e stampata su carta pregiata delle storiche cartiere di Fabriano.

Il volume, con copertina rigida in semipelle e fregi impressi in oro, non è solo una raccolta di versi, ma un vero e proprio scrigno iconografico. Al suo interno, le poesie dialogano con i capolavori dei maestri assoluti della storia dell’arte, da Giotto a Piero della Francesca, da Ghirlandaio a Paolo Uccello, creando un ponte visivo e testuale tra la grande tradizione pittorica italiana e la lirica contemporanea.




Il commento dell'autrice

Nonostante la scelta etica dell'organizzazione di non prevedere una cerimonia fisica per evitare inutili spese di viaggio e alberghiere a carico dei partecipanti — preferendo destinare ogni risorsa alla beneficenza — l’emozione del riconoscimento è giunta intatta a domicilio.

"Esprimo la mia più sentita gratitudine alla Giuria e al Presidente Nicola Maglione," ha dichiarato Loretta Stefoni. "Essere premiata in un contesto dove la parola scritta si trasforma in aiuto concreto per chi soffre è il riconoscimento più bello che un autore possa ricevere. Ci sono momenti in cui l'inchiostro smette di essere solo traccia sulla carta e diventa ponte, voce, incontro. Ricevere questo premio è come sentire che le mie parole, nate nel silenzio e nella solitudine creativa, hanno trovato finalmente la loro strada verso casa, nel cuore di chi ha saputo ascoltarle. Ogni riconoscimento è un soffio di vento che spinge la vela del mio cammino letterario verso nuovi orizzonti, ricordandomi che scrivere è, prima di tutto, un atto d’amore e di condivisione."



giovedì 17 aprile 2025

XVIII EDIZIONE PREMIO NAZIONALE ALBEROANDRONICO

 

La XVIII^ edizione del Premio nazionale di poesia, narrativa, fotografia, cortometraggi e pittura Alberoandronico, promosso dall'Associazione nata nel 2007 per salvare l'ormai famoso pioppo di Via Livio Andronico alla Balduina, nel Municipio XIV di Roma Capitale, ha tenuto mercoledì 16 aprile la sua cerimonia finale per proclamare i vincitori nella splendida cornice della Sala Protomoteca in Campidoglio, Roma. (La cerimonia è stata seguita anche in diretta streaming). La giuria, composta da esperti e personalità del mondo culturale e artistico, ha selezionato le opere migliori tra le centinaia pervenute da tutte le provincie d'Italia e dal resto dell'Europa, Asia, Africa, America e Oceania, suddivise nelle 12 sezioni del Premio.

 


«È una festa della creatività, ma anche una dichiarazione d’amore per l’arte che resiste, che unisce, che ci rende umani», ha affermato il presidente dell’Associazione, Pino Acquafredda, che ha aggiunto: «Siamo fieri del percorso compiuto: ogni edizione raggiunge l’obiettivo di diffondere cultura e favorire una partecipazione sia intergenerazionale che internazionale». 

150 gli autori partecipanti alla sezione "A" della poesia inedita e tra questi la vincitrice assoluta è risultata la poetessa civitanovese Loretta Stefoni che aveva avuto l'onore del podio già alla X^ edizione del 2017. Particolarmente sentita questa vincita dall'autrice, visibilmente emozionata nel momento di sollevare la coppa della vittoria, in quanto il testo della lirica premiata era dedicata al padre scomparso all'età di novantanove anni appena due anni fa. Questo riconoscimento conferma il talento dell'autrice, già pluripremiata in tutta Italia, nell'ambito della scrittura poetica.


 

 



Il commento dell'Autrice

«Il primo posto ha avuto per me un significato che va ben oltre il riconoscimento letterario. Tornare sul podio di questo prestigioso Premio, dopo l’esperienza del 2017, è stata un’emozione intensa, ma questa volta il battito del cuore era tutto per mio padre.
In "Un orizzonte spento di parole", ho cercato di tradurre quel momento in cui il tempo si ferma e la "cenere sulle pupille" spegne la luce del domani. È una poesia nata dal dolore del distacco, scritta dopo che una sorte avversa lo ha strappato a quel traguardo dei cent'anni che tanto aspettava con ansia. Eppure, nonostante il vuoto e la "rabbia della spina" che ancora sento nel palmo, sono certa che il giorno della premiazione papà fosse lì con me.
Lo immagino sorridente e fiero, come lo è sempre stato di ogni mio successo letterario, a gioire nel vedermi sollevare quella coppa. Dedicargli questa vittoria è il mio modo per dirgli che, sebbene le parole sembrino spente all'orizzonte, la sua eco continua a mulinare nell'aria come foglie d'autunno, ma con la forza di una rosa di maggio che non smetterà mai di fiorire nel mio cuore. Questa vittoria è per lui, per la sua lunga vita e per l'amore che continua a guidare la mia mano sulla carta.»
Loretta Stefoni

domenica 13 aprile 2025

2 ° PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTE LETTERARIA "OMAGGIO A PASOLINI"

 


 Si sono svolte a Roma sabato 12 aprile le fasi conclusive del Premio Internazionale di Arte Letteraria Omaggio a Pasolini, dedicato al grande intellettuale del Novecento, con il patrocinio del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia nel Friuli e delle realtà associative che hanno contribuito allarealizzazione dell'evento: Associazione Culturalmente Toscana edintorni, Cenacolo Internazionale di Arte Letteraria le NoveMuse, Union Mundial de Poestas por la Paz y por la Libertad, Ciesart.

La cerimonia premiativa ha avuto luogo nella Sala a volta del seminterrato originario del locale "Il Pommidoro", nato nel 1890 e del quale Pasolini era cliente abituale. Fu proprioin questo storico ristorante che Pier Paolo Pasolini consumò la sua ultima cena, prima di essere assassinato a Ostia, nella notte del 2 novembre 1975. 
 
 

 
Dal momento che il desiderio, l'impegno e la volontà degli organizzatori sono stati orientati ad onorare le numerose attività del poliedrico Pier Paolo Pasolini durante la sua carriera, la Giuria ha selezionato artisti provenienti da tutta Italia, con percorsi culturali di grande pregio, che spaziano da campi come letteratura, poesia, teatro, giornalismo, fotografia. 
 
Alla poetessa civitanovese Loretta Stefoni il PREMIO ECCELLENZA ALLA CARRIERA con la seguente motivazione redatta da dr. Mauro Montacchiesi, On. Membro Comitato d'Onore
 
«Loretta Stefoni ci insegna come il dolore possa diventare una fonte di luce. La sua storia e la sua poesia parlano di resilienza, di amore per la parola e di un'intima ricerca di senso. Originaria di Civitanova Marche, Loretta ha iniziato a scrivere in un momento difficile della sua vita, trasformando la perdita in versi che emozionano e fanno riflettere. La sua raccolta di esordio, Memorie di petali in volo, èun libro che attraversa le pieghe più profonde dell'animo umano, parlando di amore, rimpianto e speranza in un modo che arriva dritto al cuore. Il primo posto del Premio Nazionale 2012 Poesia Edita non è solo un riconoscimento, ma la testimonianza di quanto la sua poesiasia stata capace di toccare e coinvolgere chiunque vi si accosti. Ciò che resta, più di ogni premio, è l'autenticità con cui Loretta riesce a dare voce alle emozioni e alle fragilità che ci accomunano tutti. Loretta non è solo una poetessa, è una voce che sa farsi ascoltare. I suoi riconoscimenti internazionali, come il titolo di“Ambasciatrice di Pace” dall'Universum Academy Switerland, sono la prova di una sensibilità che va oltre la poesia per abbracciare valori profondi, umani e universali. Non c'è dubbio che Loretta Stefoni meriti il Premio Eccellenza alla Carriera. La sua poesia non è mai artificiale: ogni parola arriva dritta, semplice e potente, come un soffio di verità. Loretta ci invita a guardare dentro di noi, a trovare nelle sue parole il riflesso di ciò che siamo e di ciò che speriamo di diventare.»
 

 








martedì 25 marzo 2025

Premio Artistico Letterario Internazionale LE PIETRE DI ANUARIA Edizione 2024

Premiazione Sala Protomoteca del Campidoglio in Roma in data 24 marzo 2025

 


 

giovedì 6 marzo 2025

«La poesia è un eco, che chiede all’ombra di ballare.» (Carl Sandburg)

Note dell'Autrice al Titolo: "Il valzer dell'ombra"

Il titolo di questo componimento non è un semplice preludio, ma racchiude in sé l'intero nucleo generativo e la chiave di lettura della poesia. Nasce dall'accostamento deliberato di due termini in apparente contrasto, scelti per evocare un movimento di riconciliazione interiore.

  • Il Valzer (Il Ritmo e la Condivisione): Ho scelto il valzer perché è, per eccellenza, la danza del movimento circolare, del tempo ternario che fluisce senza interruzioni e, soprattutto, della dinamica di coppia. Nel valzer non si balla da soli: c'è un continuo scambio di pesi, un assecondarsi reciproco, un gioco di passi dove l'uno guida e l'altro segue, per poi scambiarsi i ruoli. Questo ballo rappresenta l'andamento stesso della scrittura, che non avanza per linee rette o per strappi, ma per cerchi concentrici attorno al nucleo dell'ispirazione.

  • L'Ombra (La Materia Creativa): L'ombra non è intesa qui in senso negativo o spaventoso, ma nell'accezione più profonda di "doppio", di territorio inesplorato del sé, di scrigno che custodisce ciò che è rimasto sommerso o taciuto. È tutto ciò che ci portiamo dietro, saldato al tallone, e che spesso fingiamo di non vedere.

La sintesi del titolo

Unire questi due elementi significa dare una forma, un ritmo elegante, a ciò che solitamente è informe e oscuro. "Il valzer dell'ombra" è l'invito che la poesia rivolge alla parte più nascosta dell'anima: l'invito a non nascondersi più, a non restare rigida "da sentinella" sul confine della coscienza, ma a lasciarsi condurre in un abbraccio armonico.

Il titolo, in definitiva, vuole suggerire che l'atto creativo non nasce dalla cancellazione del nostro buio, ma dalla capacità di prenderlo per mano e portarlo a ballare sull'orlo bianco della pagina, trasformando un peso silenzioso in un movimento fecondo e liberatorio.

Loretta Stefoni

 






    IL VALZER DELL'OMBRA

    Non c'è voce che impone il passo,
    ma un'eco arcaico fuoriuscito
    da una crepa nel muro del silenzio.
    Un fiato in cerca di un corpo da abitare;
    una frequenza quasi inudibile,
    tra l'aritmia del cuore e un brivido.
    E all'ombra la poesia tende la mano.
    Non le chiede di svanire,
    non la offende con il suo bagliore.
    Sussurra un ritmo elegante,
    un valzer di polvere e vento
    e l'ombra si stacca dal tallone,
    smette la posa da sentinella.
    Solleva un lembo del suo buio denso,
    e, nuda, comincia a ballare
    sull'orlo bianco della pagina.





Sinossi

"Il valzer dell’ombra" descrive il momento esatto in cui nasce l'ispirazione poetica, intesa come un dialogo intimo e pacificatore con la propria parte più oscura e nascosta. L'inizio dell'atto creativo non nasce da un comando cosciente o da una "voce" definita, ma da un richiamo primordiale ("un'eco arcaico") che si insinua nelle fessure del silenzio e si manifesta fisicamente tra l'emozione e il battito cardiaco. Invece di respingere o combattere questa oscurità (l'ombra), la poesia le tende la mano, accogliendola senza giudizio o violenza. Questo invito si trasforma in una danza liberatoria: l'ombra abbandona la sua rigida posizione di difesa ("la posa da sentinella") e si sposta dal corpo per farsi carne e movimento, offrendosi nella sua vulnerabilità ("nuda") e dando inizio alla scrittura sul foglio bianco.

Commento Critico

IL VALZER DELL'OMBRA: La Parola come Danza di Riconciliazione

Nella produzione lirica contemporanea, il tema del "doppio" e dell'oscurità interiore viene spesso trattato con i toni del conflitto o della perdita. In questa nuova e raffinata stesura di Il valzer dell'ombra, assistiamo invece a un ribaltamento prospettico di straordinaria delicatezza: l'ombra non è un nemico da esorcizzare, né un vuoto da colmare, ma un'entità archetipica che attende solo il giusto richiamo per farsi espressione artistica.

Il componimento si apre negando l'imperativo ("Non c'è voce che impone il passo"), introducendo sin da subito una dimensione di ascolto passivo e profondo. L'ispirazione si manifesta come una "frequenza quasi inudibile", un fenomeno vibrazionale che si colloca nella fessura somatica tra la biologia ("l'aritmia del cuore") e la reazione emotiva pura ("un brivido"). È in questo limbo che la poesia compie il suo gesto più rivoluzionario: tendere la mano all'ombra.

L'atto poetico non si impone con la violenza di una luce accecante ("non la offende con il suo bagliore"), ma si fa sussurro, complice di un ritmo elegante. L'uso del termine valzer non è casuale: è la danza del tre tempi, un movimento circolare, continuo, che unisce indissolubilmente i due ballerini – il poeta e la sua stessa ombra – in una perfetta sintesi di elementi apparentemente effimeri ("polvere e vento").

La metamorfosi dell'ombra costituisce il vertice lirico del testo. Da "sentinella" immobile, irrigidita nel ruolo di custode dei traumi o dei segreti del sé, essa sperimenta una progressiva liberazione: si stacca dal tallone, solleva il proprio "buio denso" e si svela, nuda, nella sua essenza più autentica. Il finale è una dichiarazione di poetica folgorante. La danza non avviene nel vuoto dell'astrazione, ma trova il suo palcoscenico “sull’orlo bianco della pagina”. È la nascita della scrittura: l'ombra, finalmente accolta e non più temuta, diventa l'inchiostro stesso che feconda la pagina bianca, trasformando il silenzio in opera d'arte.

Kairòs, 6 MARZO 2026