domenica 24 maggio 2026

Successo per la poesia marchigiana al Premio Nazionale “Lina Marini”

A volte, i sentieri tracciati dai concorsi letterari diventano bussole preziose, occasioni per svelare a noi stessi la bellezza più autentica della nostra Italia; è proprio questo il dono della edizione 2026 del Premio Letterario Nazionale "Lina Marini", che ci conduce per mano alla scoperta di angoli di terra dove la parola si fa respiro.
In questo viaggio dello spirito, ci accoglie Remanzacco, distesa dove il Torre mormora il suo canto antico tra la terra di Udine e l’orizzonte di Cividale. È un borgo che profuma di grano e di ferro, custode di silenzi contadini e pietre operose, dove il battito del tempo si legge negli ingranaggi del Museo Tonutti, memoria di mani che hanno coltivato la terra e la storia.
Qui le campane di San Giovanni chiamano a raccolta le borgate, un mosaico di case che si ritrovano sotto l’ombra della Fornace Juri, muta testimone di un fuoco che arde ancora nel cuore della sua gente. Tra le vigne di Orzano e la lingua friulana che risuona come un’eco armoniosa, Remanzacco si rivela: un equilibrio perfetto tra radici profonde e il domani che avanza.




 

Civitanova Marche – Il talento e la grande letteratura sono stati i protagonisti assoluti lo scorso sabato 23 maggio presso l'Auditorium “G. De Cesare” di Remanzacco, palcoscenico della cerimonia conclusiva della terza edizione del Concorso Letterario Nazionale “Lina Marini". L'evento, promosso con successo dall'Amministrazione Comunale in stretta sinergia con la Commissione Pari Opportunità locale, ha riunito un folto pubblico e numerose autorità istituzionali per celebrare il valore della parola e della creatività intergenerazionale.

Nel corso della manifestazione, scandita dai saluti del Sindaco Daniela Briz, della consigliera Maria Scarpa e della presidente della Commissione Stefania Pittino, sono stati espressi vivi ringraziamenti a tutti i partecipanti e alla commissione giudicatrice guidata dalla professoressa Paola Zandomenego. L'appuntamento ha confermato la propria centralità nel panorama culturale, offrendo una prestigiosa vetrina alle migliori espressioni letterarie del territorio nazionale.

Durante la cerimonia premiativa è stata svelata la graduatoria ufficiale dei sei finalisti prescelti. La poetessa civitanovese Loretta Stefoni, che non ha potuto presenziare alla cerimonia di persona, ha conquistato un eccellente quarto posto grazie al valore del suo componimento lirico intitolato "Effrazioni sfuggenti di luce".

Nota di approfondimento critico

In "Effrazioni sfuggenti di luce", la poetessa Loretta Stefoni affronta con straordinaria delicatezza e forza espressiva il dramma assoluto dell'Alzheimer, sottotitolato non a caso come «l'oblio della mente». Il componimento si muove lungo il crinale doloroso della perdita dell'io, descrivendo la condizione di chi si ritrova improvvisamente privato del proprio patrimonio più intimo: i ricordi.

La narrazione lirica si apre su un contrasto stridente tra la luce interiore — quelle «effrazioni sfuggenti» che tentano di farsi strada nella mente — e il baccano del mondo esterno, estraneo e indecifrabile. Con una metafora di rara potenza evocativa, l'affanno del malato viene accostato a quello di un «randagio in cerca di qualche ricordo / spolpato fino all'osso»; una fame di memorie che purtroppo non si offrono più all'assaggio, svanendo prima di poter essere riafferrate. Il domani perde così il suo stupore, e l'esistenza si ritrova ad annaspare nel «buiore di parole», un isolamento comunicativo ed emotivo che disfa la realtà circostante.

Sotto il profilo stilistico, la lirica si offre come perfetto manifesto della cifra poetica della Stefoni, da sempre caratterizzata da un uso sapiente e rigoroso della metrica polimetrica e da una spiccata propensione per l'ossimoro e l'invenzione neologistica (splendido, in tal senso, il termine buiore). L'autrice non cede mai al patetismo, ma sublima il dolore attraverso immagini di altissima tenuta lirica: gli «aquiloni di pensieri» che s'involano verso la luna tentano un'ultima, disperata traiettoria di libertà e di senso, prima che la pioggia imminente delle lacrime lavi via ogni cosa.

Il finale è un sigillo di struggente compostezza: il tempo si riduce a un «sillabare fugace» sulle labbra. È lo sfacimento del «lucore dell'ora», la dissolvenza definitiva della coscienza che la Stefoni riesce a fotografare con una precisione chirurgica e, al contempo, con una pietas profondamente umana.

A cura di Renato Flottesi








domenica 10 maggio 2026

Grande successo al Premio "Città di Grottammare": Loretta Stefoni tra i premiati della 17ª edizione

 



GROTTAMMARE – Nella splendida cornice della Sala Kursaal di Grottammare, sabato 9 maggio 2026, si è tenuta la cerimonia conclusiva della 17ª edizione del Premio Letterario "Città di Grottammare – Franco Loi", un appuntamento che si conferma anno dopo anno un pilastro insostituibile nel panorama culturale italiano.

L'edizione di quest'anno ha registrato un vero e proprio record di adesioni, segno di una vivacità letteraria in costante crescita: oltre ottocento gli autori partecipanti e ben più di mille le opere presentate nelle diverse sezioni in gara.

Un prestigioso riconoscimento per la poesia marchigiana

Tra i protagonisti assoluti della giornata spicca il nome della poetessa marchigiana Loretta Stefoni. Nella combattutissima sezione dedicata alle poesie inedite – che ha visto confluire ben 263 opere da tutta Italia – la Stefoni ha conquistato nella graduatoria di merito un posto di altissimo livello.

Subito dopo il vincitore assoluto, posizionandosi a pari merito in compagnia di altri due eccellenti autori, la Stefoni è stata insignita di targa e diploma. Un momento di grande intensità emotiva ha preceduto la consegna del premio: la lettura sul palco della sua poesia, che ha saputo toccare le corde più profonde dell'attenta platea, regalando unanime commozione.

"Una giornata da ricordare con piacere, carica di quel 'brivido' che solo la condivisione della poesia sa regalare," ha dichiarato Loretta Stefoni a margine della premiazione. "Ho respirato la bellezza di una cultura che non si ferma, capace di unire voci diverse in un unico, grande mosaico letterario. Ringrazio l'organizzazione e la giuria per questo riconoscimento che porto a casa con orgoglio, insieme al ricordo di un pomeriggio all'insegna dell'arte e dell'incontro."

Questo ennesimo traguardo si aggiunge alla ricca carriera della Stefoni, confermando la forza e la sensibilità della sua voce poetica che sa farsi interprete di emozioni universali. Quando la parola scritta riesce a superare la barriera della pagina e a far vibrare una sala colma di persone, significa che la poesia ha assolto al suo compito più alto: creare un ponte autentico tra le anime.