In questo viaggio dello spirito, ci accoglie Remanzacco, distesa dove il Torre mormora il suo canto antico tra la terra di Udine e l’orizzonte di Cividale. È un borgo che profuma di grano e di ferro, custode di silenzi contadini e pietre operose, dove il battito del tempo si legge negli ingranaggi del Museo Tonutti, memoria di mani che hanno coltivato la terra e la storia.
Qui le campane di San Giovanni chiamano a raccolta le borgate, un mosaico di case che si ritrovano sotto l’ombra della Fornace Juri, muta testimone di un fuoco che arde ancora nel cuore della sua gente. Tra le vigne di Orzano e la lingua friulana che risuona come un’eco armoniosa, Remanzacco si rivela: un equilibrio perfetto tra radici profonde e il domani che avanza.
Civitanova Marche – Il talento e la grande letteratura sono stati i protagonisti assoluti lo scorso sabato 23 maggio presso l'Auditorium “G. De Cesare” di Remanzacco, palcoscenico della cerimonia conclusiva della terza edizione del Concorso Letterario Nazionale “Lina Marini". L'evento, promosso con successo dall'Amministrazione Comunale in stretta sinergia con la Commissione Pari Opportunità locale, ha riunito un folto pubblico e numerose autorità istituzionali per celebrare il valore della parola e della creatività intergenerazionale.
Nel corso della manifestazione, scandita dai saluti del Sindaco Daniela Briz, della consigliera Maria Scarpa e della presidente della Commissione Stefania Pittino, sono stati espressi vivi ringraziamenti a tutti i partecipanti e alla commissione giudicatrice guidata dalla professoressa Paola Zandomenego. L'appuntamento ha confermato la propria centralità nel panorama culturale, offrendo una prestigiosa vetrina alle migliori espressioni letterarie del territorio nazionale.
Durante la cerimonia premiativa è stata svelata la graduatoria ufficiale dei sei finalisti prescelti. La poetessa civitanovese Loretta Stefoni, che non ha potuto presenziare alla cerimonia di persona, ha conquistato un eccellente quarto posto grazie al valore del suo componimento lirico intitolato "Effrazioni sfuggenti di luce".
Nota di approfondimento critico
In "Effrazioni sfuggenti di luce", la poetessa Loretta Stefoni affronta con straordinaria delicatezza e forza espressiva il dramma assoluto dell'Alzheimer, sottotitolato non a caso come «l'oblio della mente». Il componimento si muove lungo il crinale doloroso della perdita dell'io, descrivendo la condizione di chi si ritrova improvvisamente privato del proprio patrimonio più intimo: i ricordi.
La narrazione lirica si apre su un contrasto stridente tra la luce interiore — quelle «effrazioni sfuggenti» che tentano di farsi strada nella mente — e il baccano del mondo esterno, estraneo e indecifrabile. Con una metafora di rara potenza evocativa, l'affanno del malato viene accostato a quello di un «randagio in cerca di qualche ricordo / spolpato fino all'osso»; una fame di memorie che purtroppo non si offrono più all'assaggio, svanendo prima di poter essere riafferrate. Il domani perde così il suo stupore, e l'esistenza si ritrova ad annaspare nel «buiore di parole», un isolamento comunicativo ed emotivo che disfa la realtà circostante.
Sotto il profilo stilistico, la lirica si offre come perfetto manifesto della cifra poetica della Stefoni, da sempre caratterizzata da un uso sapiente e rigoroso della metrica polimetrica e da una spiccata propensione per l'ossimoro e l'invenzione neologistica (splendido, in tal senso, il termine buiore). L'autrice non cede mai al patetismo, ma sublima il dolore attraverso immagini di altissima tenuta lirica: gli «aquiloni di pensieri» che s'involano verso la luna tentano un'ultima, disperata traiettoria di libertà e di senso, prima che la pioggia imminente delle lacrime lavi via ogni cosa.
Il finale è un sigillo di struggente compostezza: il tempo si riduce a un «sillabare fugace» sulle labbra. È lo sfacimento del «lucore dell'ora», la dissolvenza definitiva della coscienza che la Stefoni riesce a fotografare con una precisione chirurgica e, al contempo, con una pietas profondamente umana.
A cura di Renato Flottesi


