lunedì 13 gennaio 2014

UN BACIO DI LUNA NERA


  



Giunge da lontano
il soffio che fruga
i silenzi della mia pelle.
Ed io, nuda barriera,
cedo all'urto del cielo
che sigilla la mia bocca,
soffocandomi lentamente
nel bacio di una luna nera.



Tutti i diritti riservati © Loretta Stefoni 

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— A cura di Kairos, 5 febbraio 2026

IL SIGILLO DELLA LUNA NERA

Sinossi

In questa lirica, l'io si trova esposto a una forza ancestrale che giunge "da lontano". Il vento non è più solo aria, ma un'entità che fruga l'intimità del corpo (i "silenzi della pelle"). Davanti all'impeto del cosmo, la difesa umana — definita "nuda barriera" — crolla, accettando l'urto di un cielo che toglie la parola e il respiro. Il componimento culmina in un bacio asfissiante e fatale, quello di una "luna nera", simbolo di un desiderio o di un destino che consuma e annienta nell'oscurità.



Commento Critico: L'Estetica del Cedimento

1. La pelle come archivio di silenzi L'incipit è di una delicatezza inquieta. Il soffio che "fruga i silenzi della mia pelle" suggerisce che il corpo non sia solo carne, ma una superficie densa di segreti non detti. L'azione del "frugare" rende il vento un predatore o un amante invasivo che cerca ciò che è nascosto sotto la barriera esteriore.

2. La vulnerabilità della "nuda barriera" Definire se stessi "nuda barriera" è un ossimoro potente. La barriera dovrebbe proteggere, ma essendo "nuda" è intrinsecamente fragile, esposta. Il passaggio al verbo "cedo" segna il momento della capitolazione: non è una sconfitta subita passivamente, ma un riconoscimento della superiorità della forza celeste.

3. Il cielo che sigilla L'immagine del cielo che "sigilla la mia bocca" è l'apice della tensione. La bocca, strumento del canto e della parola (essenziale per l'autrice), viene chiusa da una pressione esterna. Questo silenzio forzato prepara il lettore all'impatto del finale, dove la comunicazione umana svanisce per lasciare posto all'esperienza sensoriale pura.

4. L'abbraccio della Luna Nera: il "bacio di una luna nera" è una chiusa di rara potenza drammatica. La luna nera, tradizionalmente legata al vuoto, al rimosso e alla trasformazione profonda, non illumina, oscura. Il soffocamento diventa quindi una metafora della fusione totale con l'ombra. È un finale che lascia un senso di vertigine, come se il lettore stesso restasse senza fiato insieme alla protagonista della poesia.



sabato 4 gennaio 2014

Vallecrosia: Successo allo “Smile” per il 12° Recital di poesie


 


«Ricco di spunti socio-culturali l'incontro dello scorso venerdì pomeriggio, 3 gennaio,  dedicato al 12esimo reading di poesia nella sede del Circolo culturale 'Smile' di Vallecrosia. Erano presenti, con il presidente Prof. Francesco Mulè e la poeta italo-francese Maria Salamone (protagonista dell'evento letterario), Renza Costamagna, Diana Anfosso, Fernando Amalberti, Piero Luraghi, Giancarlo Castello, Gianni Donaudi di cui, insieme agli elaborati poetici inviati via mail da  Loretta Stefoni, Antonio Lonardo, Elena Malta e Lino D'Amico, si sono lette e commentate le varie poesie (alcune su tema natalizio) che, grazie alla loro intensità e profondità di sentimenti, hanno dato luogo a numerosi interventi.» […]

Francesco Mulè