né un artificio di luce,
Nota dell'Autrice sull'uso del termine "Eco"
"Nel verso 'né un roboante eco nell'aria', la scelta del maschile per il sostantivo 'eco' (anziché la forma canonica femminile 'un’eco') è una precisa volontà stilistica. Sebbene la lingua contemporanea prediliga il femminile, l'uso al maschile è attestato nella tradizione letteraria e arcaica. In questo contesto, ho inteso sfruttare la sonorità più cupa e profonda del maschile per sottolineare la gravità del momento descritto, privandolo della dolcezza tipica della forma femminile."
Commento Critico: L’Oggetto come Testimone
di Kairòs, 25 febbraio 2026
Scritta all’indomani della strage di Nizza del 14 luglio 2016, questa lirica si muove lungo il confine sanguinante tra la bellezza del Mediterraneo e l’orrore dell’asfalto. In un giorno "livido" che pure conserva paradossalmente il profumo delle rose, la natura (il mare, il sole, i palmizi) resta spettatrice muta di una "mattanza" che non trova spiegazioni razionali.
Il fulcro poetico del testo risiede nel passaggio dalla carne all'oggetto. Quando la violenza raggiunge il suo apice, il tempo sembra "abdicare": smette di essere un flusso vitale e si trasforma in una "conta" spettrale, un sillabare di nomi che non genera eco. In questo vuoto di voci, dove la morte regna con gli "occhi vitrei della notte", la scena viene occupata da ciò che resta: i "ninnoli" del destino.
L'uso del termine "ninnoli" è volutamente stridente, quasi provocatorio. Sul ciglio del marciapiede, il destino esibisce con sfacciataggine i resti di vite spezzate: una bambola, un orologio, un paio d'occhiali. Sono oggetti banali, quotidiani, che improvvisamente si caricano di un peso metafisico insopportabile. In particolare, il "fermaglio rosso" finale si staglia come un’ultima, disperata nota cromatica contro il grigio dell’asfalto e il bianco delle ossa.
Quando la parola umana fallisce e la voce non ritorna, sono questi oggetti a parlare. Essi diventano i custodi della memoria, gli unici frammenti di verità che rimangono integri quando l'architettura


