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Secondo la metrica italiana, l'endecasillabo è il verso nel quale l'accento principale si trova sulla decima sillaba metrica.
Tra i versi della poesia italiana, è quello in cui le sedi degli accenti sono più varie. Tuttavia di norma gli endecasillabi presentano un accento fisso o sulla quarta o sulla sesta sede. Per questa sua duttilità l'endecasillabo è stato a lungo il verso prediletto dei poeti italiani, nonché il più utilizzato. È il metro principale della poesia italiana e si trova in tutte le formazioni più importanti, come la ballata, la canzone, il sonetto, l'ottava.
Contrariamente a quanto si potrebbe dedurre dal nome, è bene chiarire subito che la nota distintiva dell'endecasillabo non è il numero effettivo di sillabe, bensì il fatto che in tutti i casi l'accento dell'ultima parola del verso cada sempre sulla decima sillaba.
È errore comune dunque pensare che tutti gli endecasillabi debbano avere sempre e comunque undici sillabe. Ciò, se pure nella maggior parte dei casi è vero, non costituisce una regola. L'avere undici sillabe non è altro che la diretta conseguenza del fatto che la lingua italiana sia formata prevalentemente da parole piane, cioè che hanno l'accento sulla penultima sillaba.
Sono ricordi di pallida luna
a frangere come onde imbizzarrite
le sponde dei miei segreti silenzi.
E sempre aggrovigliati i miei pensieri
s'intrecciano in desolate radure
quasi a esalare l'ultimo respiro
e svanire nell'alito del tempo,
sempre pronto a spendere invano il fiato.
E son respiri caldi, in seno al vento,
a fare chiasso tra mille radici
affondate piano piano nella terra
a lasciare del seme antico, tracce.
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