IL TURBINIO DEL VORTICE
Succhia la sua bocca
la tua essenza,
alita il suo fiato
il turbinio del vortice.
Divelte sono le tue radici,
si disgrega come creta
il tuo calco di donna.
L'assedio è stretto:
parole tagliano nervi scoperti
e dissanguano la memoria
che infetta la pelle.
Non c'è sosta
nella fissità del luogo,
né porta di fuga
o libertà di scelta.
Resta la fragilità della carne
in una postura inadeguata
e l'unico spiraglio:
"l'orecchio circonciso".*
-
* l'
orecchio incirconciso (... tratto dal web)
Nota dell'Autrice: Sull'orecchio circonciso
L’espressione "orecchio circonciso" non è qui un semplice ornamento letterario, ma un richiamo biblico al discorso del martire Stefano (Atti 7,51). Nella tradizione spirituale, la circoncisione è l'atto di "togliere il superfluo" per permettere un'alleanza.
Avere l'orecchio circonciso significa possedere un ascolto purificato: è l’orecchio a cui è stato rimosso il "prepuzio" della superbia, del pregiudizio e della resistenza alla Verità. Mentre il volto si disgrega come creta sotto il sussurro del demone (la voce dell'inganno, del dubbio, del male), l’orecchio circonciso è l'unico punto che non si lascia infettare. È lo spiraglio attraverso cui l’anima, pur in una carne fragile e martoriata, resta capace di distinguere la voce dello Spirito dal frastuono del vortice.
È, in ultima analisi, la vittoria del silenzio sottomesso a Dio sopra il chiasso della manipolazione.
Sinossi: Il Sussurro che Disgrega
Un’entità oscura abita lo spazio più intimo del volto, parlando direttamente all'orecchio di una donna. Il suo fiato non è aria, ma un vortice che scardina le radici dell'io, riducendo la solidità dell'identità a creta che si sbriciola. Sotto l'assedio di parole che si fanno lame, la vittima si ritrova bloccata in una "postura inadeguata" — un misto di sottomissione e martirio — senza apparente via di fuga. Tuttavia, nel punto esatto in cui il demone esercita il suo potere, si apre un varco spirituale: l'orecchio, mondato dalla "circoncisione" dello spirito, diventa l'unico luogo capace di ignorare il sussurro del male per ascoltare la voce di Dio.
Commento Critico
di Kairòs, 25 febbraio 2026
In quest'opera, il confine tra l'orrido e il sacro si assottiglia fino a scomparire. L'immagine di partenza — un volto che perde la sua architettura umana per farsi fango e polvere — è la metafora della tentazione e dell'oppressione. Il demone non attacca il corpo, ma l'essenza, usando il "fiato" per alimentare un vortice che destabilizza la mente.
Le "parole che tagliano i nervi scoperti" descrivono la manipolazione psicologica: quel bisbiglio che infetta la pelle e dissangua la memoria, rendendo il passato un veleno anziché un rifugio. La condizione descritta è quella di un'impotenza totale: una "postura inadeguata" che richiama l'imbarazzo e la sofferenza di chi è costretto a subire un giudizio o un'aggressione senza poter scappare.
Ma è proprio qui che avviene il ribaltamento biblico. Laddove il demone crede di aver vinto — nell'orecchio in cui riversa il suo "turbinio" — l'autrice scopre l'arma della resistenza: "l'orecchio circonciso". Riprendendo il martirio di Stefano, ha voluto suggerire che la vera libertà non è la fuga fisica dalla sofferenza, ma la purificazione del proprio ascolto. Mentre il volto si disgrega e la carne trema, l'orecchio circonciso è l'unico punto che resta "integro" perché ha rimosso il prepuzio della superbia e della chiusura. È l'orecchio che non appartiene più al mondo o al demone, ma è sottomesso solo allo Spirito. La disgregazione della creta diventa così il prezzo del martirio, ma l'ascolto purificato è il premio della salvezza.


