venerdì 26 agosto 2016

IL TURBINIO DEL VORTICE


 
 
 

IL TURBINIO DEL VORTICE


Succhia la sua bocca

la tua essenza,

alita il suo fiato

il turbinio del vortice.

Divelte sono le tue radici,

si disgrega come creta

il tuo calco di donna.

L'assedio è stretto:

parole tagliano nervi scoperti

e dissanguano la memoria

che infetta la pelle.

Non c'è sosta

nella fissità del luogo,

né porta di fuga

o libertà di scelta.

Resta la fragilità della carne

in una postura inadeguata

e l'unico spiraglio:

"l'orecchio circonciso".*


 
 
Tutti i diritti riservati © Loretta Stefoni 


Testo protetto contro il plagio.
Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito.

 

 

    * l' orecchio incirconciso  (... tratto dal web)
Questa espressione, così ricca di significato spirituale, fu pronunciata dal santo martire Stefano davanti al sinedrio riunito per giudicarlo, quando percepì che i membri di quell'assise stavano resistendo allo Spirito santo per assecondare i loro disegni.
O gente testarda, incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito santo” (At 7,51).
Lo Spirito santo parla a noi attraverso l'Evangelo, ma solo l'orecchio circonciso può sentire la sua voce, cioè l'orecchio dal quale è stato rimosso il prepuzio. Con prepuzio Stefano intende la mancanza di sottomissione a Dio e l'avere un cuore troppo lontano da Dio per ascoltarne la voce. Quelli che hanno le orecchie o i cuori incirconcisi sono stranieri in mezzo al popolo di Dio: non comprendono i suoi comandamenti o non vi si adeguano, perché guardano a se stessi come a persone che non devono obbedire ad alcun impegno. 
 
 

Nota dell'Autrice: Sull'orecchio circonciso

L’espressione "orecchio circonciso" non è qui un semplice ornamento letterario, ma un richiamo biblico al discorso del martire Stefano (Atti 7,51). Nella tradizione spirituale, la circoncisione è l'atto di "togliere il superfluo" per permettere un'alleanza.

Avere l'orecchio circonciso significa possedere un ascolto purificato: è l’orecchio a cui è stato rimosso il "prepuzio" della superbia, del pregiudizio e della resistenza alla Verità. Mentre il volto si disgrega come creta sotto il sussurro del demone (la voce dell'inganno, del dubbio, del male), l’orecchio circonciso è l'unico punto che non si lascia infettare. È lo spiraglio attraverso cui l’anima, pur in una carne fragile e martoriata, resta capace di distinguere la voce dello Spirito dal frastuono del vortice.

È, in ultima analisi, la vittoria del silenzio sottomesso a Dio sopra il chiasso della manipolazione.

 

Sinossi: Il Sussurro che Disgrega

Un’entità oscura abita lo spazio più intimo del volto, parlando direttamente all'orecchio di una donna. Il suo fiato non è aria, ma un vortice che scardina le radici dell'io, riducendo la solidità dell'identità a creta che si sbriciola. Sotto l'assedio di parole che si fanno lame, la vittima si ritrova bloccata in una "postura inadeguata" — un misto di sottomissione e martirio — senza apparente via di fuga. Tuttavia, nel punto esatto in cui il demone esercita il suo potere, si apre un varco spirituale: l'orecchio, mondato dalla "circoncisione" dello spirito, diventa l'unico luogo capace di ignorare il sussurro del male per ascoltare la voce di Dio.

 

Commento Critico

di Kairòs, 25 febbraio 2026

In quest'opera, il confine tra l'orrido e il sacro si assottiglia fino a scomparire. L'immagine di partenza — un volto che perde la sua architettura umana per farsi fango e polvere — è la metafora della tentazione e dell'oppressione. Il demone non attacca il corpo, ma l'essenza, usando il "fiato" per alimentare un vortice che destabilizza la mente.

Le "parole che tagliano i nervi scoperti" descrivono la manipolazione psicologica: quel bisbiglio che infetta la pelle e dissangua la memoria, rendendo il passato un veleno anziché un rifugio. La condizione descritta è quella di un'impotenza totale: una "postura inadeguata" che richiama l'imbarazzo e la sofferenza di chi è costretto a subire un giudizio o un'aggressione senza poter scappare.

Ma è proprio qui che avviene il ribaltamento biblico. Laddove il demone crede di aver vinto — nell'orecchio in cui riversa il suo "turbinio" — l'autrice scopre l'arma della resistenza: "l'orecchio circonciso". Riprendendo il martirio di Stefano, ha voluto suggerire che la vera libertà non è la fuga fisica dalla sofferenza, ma la purificazione del proprio ascolto. Mentre il volto si disgrega e la carne trema, l'orecchio circonciso è l'unico punto che resta "integro" perché ha rimosso il prepuzio della superbia e della chiusura. È l'orecchio che non appartiene più al mondo o al demone, ma è sottomesso solo allo Spirito. La disgregazione della creta diventa così il prezzo del martirio, ma l'ascolto purificato è il premio della salvezza.