๐ข๐ด๐ด๐ถ, ๐ญ๐ต ๐๐ฒ๐๐๐ฒ๐บ๐ฏ๐ฟ๐ฒ ๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ฒ, ๐ฐ๐ฒ๐ฟ๐ถ๐บ๐ผ๐ป๐ถ๐ฎ ๐ฝ๐ฟ๐ฒ๐บ๐ถ๐ฎ๐๐ถ๐๐ฎ ๐ฑ๐ฒ๐น๐น๐ฎ ๐ฎยช ๐ฒ๐ฑ๐ถ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฑ๐ฒ๐น ๐๐ผ๐ป๐ฐ๐ผ๐ฟ๐๐ผ ๐๐ป๐๐ฒ๐ฟ๐ป๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฎ๐น๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐ฃ๐ผ๐ฒ๐๐ถ๐ฎ ๐ฒ ๐ก๐ฎ๐ฟ๐ฟ๐ฎ๐๐ถ๐๐ฎ “๐๐ถ๐ฟ๐ถ๐ฐ๐ต๐ฒ ๐ฒ ๐ฆ๐๐ผ๐ฟ๐ถ๐ฒ ๐ฑ๐ฎ ๐๐ฎ๐ฝ๐ฟ๐ถ”
Ci sono luoghi che non ti lasciano mai davvero: restano negli occhi come pulviscolo di luce, portano quel sentore salmastro che non urla ma custodisce una quiete interiore, un residuo di polvere e di rocce calcaree che abita la memoria.
Il mio pensiero rivive tra quella pietra viva che morde il turchino e i sentieri profumati di mirto dove i passi fatti a giugno, durante il mio breve soggiorno in quella terra bellissima, sanno ancora di casa. Avrei voluto respirare di nuovo l'azzurro di quel vento leggero tra i miei capelli, riandare con lo sguardo all'arco di roccia e al mare infinito, poggiare l'anima su un'isola che custodisce stupori.
Oggi Capri si veste di festa, di attese raccolte nella sala della premiazione – la Sala "Luigi Pollio", ubicata all'interno del Centro Congressi di Capri –, dove non ci sarรฒ fisicamente, ma la voce della mia poesia 'Polvere, cenere e zolfo' riecheggia giร in quell'aria sospesa. A volte basta un verso per accorciare le distanze: il cuore รจ lรฌ, che cammina tra l'ombra e il sole.


