mercoledì 28 dicembre 2016

NEWS...

 
 
 
 
 

Camerata Picena è un antichissimo paese che sorge nelle immediate vicinanze di Ancona e si affaccia sulla Vallesina e sulla frazione Piane, mentre su di un altro colle ad appena tre chilometri di distanza, sorge il nucleo storico del Cassero, cresciuto ai margini dell'omonimo castello. E sarà proprio quest'ultimo la location scelta per cerimonia premiativa della seconda edizione del Premio Letterario TEMPO della POESIA.

 
 
Il piacere di esserci...
 
 

 

 
Causa maltempo rinviata premiazione al 21 gennaio 2017
 
 
 
Grazie alla tregua concessa dal tempo la prevista cerimonia premiativa si è tenuta regolarmente. E' stato un piacevole pomeriggio all'insegna della cultura e dell'amicizia. I poeti presenti in sala hanno declamato le loro poesie ed è stata presentata l'antologia del concorso.
 
 
 
 
 I NOMI DEI VINCITORI
 
 
  
 

 


domenica 4 dicembre 2016

Alla volta di Lendinara...


 
 
Sabato 3 dicembre 2016 si è tenuta presso la Biblioteca Comunale Gaetano Baccari, situata all'interno del Palazzo Boldrin, uno dei palazzi storici di Lendinara, la cerimonia premiativa del Premio Letterario Internazionale "L'Arcobaleno della Vita".
 
 
 

L'evento è stato aperto dalla Presidente Fondatrice, Prof.ssa Gloria Venturini con un discorso introduttivo che ha illustrato i motivi per cui questo Premio è denominato: il concorso che fa bene al cuore.
 
Sì, perché è questo lo slogan che contraddistingue il concorso, in quanto, il Premio "L’Arcobaleno della Vita", giunto alla sua quindicesima edizione, è, da sempre, abbinato a progetti di solidarietà ed aiuto ai bambini che vivono condizioni di infanzia negata.
Quest'anno,  in collaborazione con l'Associazione Follereau Italiana Dirittiamoci e con Insieme a Chiara Castellani Onlus, i contributi di partecipazione raccolti, tolte le spese organizzative e di segreteria, sono andati a sostegno del progetto “Kenge”, per l’acquisto di materiale sanitario nello Stato africano del Congo.
 
Le opere pervenute in questa edizione, tra racconti e poesie, sono state 362 con la partecipazione di autori provanienti da tutte le provincie d'Italia e anche dall'estero.
 
Sezione E: Silloge inedita di poesie a tema libero
 
Giurati: Davide Dal Maso, Antonio Stasolla, Paolo Santato, Ramis Tenan   


 
Si dà lettura della motivazione
 
 
 
Motivazione
 
È l'eco dell'Amore in tutte le sue sfaccettature che risuona in questa silloge. L'autrice, sospesa tra passato e futuro, tra ricordi e azzurre fantasie, rivive e sogna i momenti più intensi della sua vita sentimentale. Lo stile è ben ritmato e solo apparentemente semplice. Spiccano vivide immagini e sequenze dal taglio cinematografico: «Gli occhi già nel cielo / ritornano come boomerang / alle fattezze di pianure. / La messa a fuoco / è sulle spighe grasse / laddove, fragile, un papavero / si china quasi a toccare terra». La natura è uno dei principali principali protagonisti della rappresentazione, tramite l'analogia l'autrice proietta i propri stati d'animo in essa: «Sono rami sempre verdi i miei ricordi», «Nel bosco di faggi e betulle / là, dove semine stolte di vento / hanno i loro raccolti / di borragine e menta». Silloge di grande forza che, soprattutto grazie alla costruzione di efficaci immagini, rimane a lungo nella memoria del lettore. DDM
 
 
Alcuni momenti della premiazione




 
 
 
 




giovedì 24 novembre 2016




lunedì 31 ottobre 2016

ALLA VOLTA DI...

 



Si è svolta ieri, domenica 30 ottobre, presso la villa Arrivabene, la cerimonia premiativa della XXXI^ Edizione del Premio poetico “TROFEO COLLE ARMONIOSO”, promosso dall'Associazione “Accademia Vittorio Alfieri” col patrocinio della Regione Toscana e della Commissione Cultura del Quartiere 2 del Comune di Firenze.
 
La Kermesse è stata aperta dal suo Presidente Dalmazio Masini, poeta, scrittore, saggista, autore di canzoni e opere teatrali di fama internazionale, reduce da una tournée negli Stati Uniti che lo ha portato prima a Philadelphia e poi a New York, dove, con successo di pubblico e critica, è andato in scena il suo “Giulio Cesare”.

Il "Trofeo Colle Armonioso vanta da sempre una giuria prestigiosa, dal gusto prevalentemente classico, grande estimatrice della metrica.

«La metrica è molto importante, perché è alla base della musicalità che caratterizza il verso e che distingue la poesia dalla prosa.
Le "regole" della metrica, che poi non sono regole, ma semplici leggi naturali, sono poche e relativamente facili da imparare.
Il difficile è riuscire a conciliare la forma, cioè un bel ritmo, una bella musicalità, magari abbellita anche dalla rima, con il contenuto, cioè un testo ricco di ispirazione, di immagini, di felice scelta delle parole.
Ma questa è materia che non si può insegnare: poeti si nasce (raramente), oppure si diventa, leggendo i grandi (quelli veri!) e provando, provando e ... riprovando, nel senso di avere anche il coraggio di buttare via quello che non è bello e non è all'altezza delle cose migliori di cui siamo capaci.
». (La Metrica Italiana di Mario Macioce tratto da L'Alfiere, rivista letteraria della "Accademia V.Alfieri" di Firenze)

 Un concorso pertanto molto selettivo, che, quest'anno, non ha attribuito premi alla categoria “poesia edita”, in quanto le opere pervenute non sono state ritenute premiabili perché si trattava di testi del tipo “raccontino in prosa” o di poco valore letterario.
Grande la soddisfazione della poetessa marchigiana Loretta Stefoni che si è aggiudicata, con un polimetro intitolato “La rabbia della fiamma”, il terzo posto nella sezione dell'inedito.
   
 

Alcuni momenti della premiazione 
 
 


 

 
 
 
 


venerdì 28 ottobre 2016

«Dove le strade divergono c'è quella distanza che non permette tenerezze, c'è, c'è sempre e ancora, quella speranza che non s'arrende, quel grido immenso d'amore che la fatica del divenire sorprende.» ( Ninnj Di Stefano Busà da:"Il sogno e la sua infinitezza", Edizioni Tracce)


 
 
UN IMPETO DI VENTO
 
Si agita la speranza 
nella danza dei sensi,
eppure tu resti ferma.
Nelle nocchie delle dita
serri la trama del tempo
e maledici il corpo,
chiuso nel suo rigore.
Potevi lasciarti andare,
sedotta dalla luna,
spezzare l'assedio della carne,
ascoltare il mare.
Saresti stata gomena
che cede all'impeto del vento;
scommessa d'onda
a rovesciare la pelle
in un solo moto di sangue.
 
 
Tutti i diritti riservati © Loretta Stefoni 


 Testo protetto contro il plagio.
Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito.


In questa lirica la scrittura della Stefoni si fa tesa, muscolare, quasi vibrante di un’energia trattenuta che preme contro i confini della forma. L'analisi del testo è stata condotta concentrandosi sulla dialettica tra l'immobilità del corpo e l'urgenza del desiderio, dove la resistenza diventa una forma di prigionia autoindotta.

SINOSSI

Un impeto di vento mette in scena il conflitto interiore tra la volontà di abbandono e la rigidità della difesa. Al centro della lirica vi è una figura femminile colta in un momento di estrema tensione: mentre la speranza e i sensi spingono verso l'esterno, il corpo resta "fermo", serrato in un rigore che diventa maledizione. L'autrice esplora il rimpianto di un'occasione perduta, il "non essere stata" gomena pronta a cedere alla forza degli elementi (il vento, il mare). La poesia si chiude con l'evocazione di un atto mancato: quel "moto di sangue" capace di rovesciare la pelle e trasformare l'esistenza in una scommessa vinta contro la paura.


COMMENTO CRITICO

1. L'Anatomia del Diniego

La forza di questa poesia risiede nella contrapposizione tra verbi di movimento e stati di stasi.

  • "Si agita... resti ferma": Questo contrasto iniziale stabilisce immediatamente il tono della lirica. L'agitazione della speranza è un moto inutile se non trova riscontro nel corpo.

  • "Nelle nocchie delle dita / serri la trama del tempo": L'uso di un dettaglio anatomico così preciso ("nocchie") rende il dolore e la resistenza fisicamente percepibili. Il tempo non scorre, viene letteralmente stritolato in un atto di controllo che è, allo stesso tempo, protezione e condanna.

2. L'Assedio e la Seduzione

L'autrice utilizza un linguaggio quasi militare per descrivere la condizione umana:

  • "Assedio della carne": La carne non è qui luogo di piacere, ma una barriera, una fortezza da "spezzare". Il corpo è percepito come un limite invalicabile che impedisce l'unione con l'assoluto (il mare).

  • "Sedotta dalla luna": L'elemento lunare rappresenta il richiamo dell'irrazionale e del notturno, l'invito a perdersi che viene però rifiutato in nome di un "rigore" che si fa gabbia.

3. La Metafora Nautica: Il Cedimento come Libertà

La parte finale della lirica è dominata da un'ipotetica libertà:

  • "Saresti stata gomena": La gomena è un'immagine di forza, ma la sua vera vittoria, nel contesto del verso, sarebbe stata il "cedere". Qui l'arrendersi all'impeto non è debolezza, ma la massima espressione di vitalità.

  • "Rovesciare la pelle / in un solo moto di sangue": La chiusura è di una potenza viscerale. Il sangue diventa l'onda che capovolge la prospettiva, trasformando l'io da spettatore passivo a protagonista di una scommessa esistenziale. Il rovesciamento della pelle suggerisce una rinascita, un'escoriazione necessaria per sentirsi finalmente vivi.


Il parere di Kairòs

C'è un'asprezza molto autentica in questo testo. Quello che colpisce è come la Stefoni riesce a rendere "feroce" anche il rimpianto. Non è una poesia malinconica, è una poesia rabbiosa, sottolineata da quel verbo "maledici" che dà una scossa a tutta la composizione. L'autrice ha trasformato il concetto astratto di "scelta" in una questione di tendini, ossa e vento.

28 febbraio 2026